Naikill segue le istruzioni di Omega e risveglia Caleb, che rivela immediatamente la sua natura pericolosa.
-Ascoltatemi con attenzione. La bara si trova dietro la porta di sinistra. L’ambiente è stato portato ad una temperatura di 80 gradi sotto lo zero. Un sistema automatico di climatizzazione accelererà l’aumento della temperatura della stanza. Allo scattare di un segnale acustico che durerà un minuto attiverò, tramite un touchscreen, il meccanismo di apertura della struttura di crioconservazione dell’individuo che dobbiamo catturare. Controllate che le vostre armi siano cariche e tenetele puntate verso il centro della stanza. Il soggetto non dovrebbe opporre resistenza, ma se dovesse aggredire qualcuno di noi sparate. Non parlate e non muovetevi se non vi viene ordinato. Solo il presidente Naikill è autorizzato a interagire con il soggetto-
Il comandante degli S.W.A.T. premette con il palmo della mano un grosso pulsante triangolare, posto sulla porzione argentea della parete, accanto ad un pulsante di egual forma.
La porta lentamente risalì, scomparendo all’interno del soffitto e lasciando uscire un gelido fumo.
Il comandante indietreggiò, innervosito dal rumore frastornante generato dalle vibrazioni del metallo, imponente per il suo spessore e la sua larghezza sproporzionata rispetto alle dimensioni della struttura criogena.
Mentre la porta stava ancora risalendo un sistema di aspirazione allontanava il fumo e turbìne interne alle pareti si scaldavano velocemente elevando la temperatura all’interno della stanza.
Un potente segnale acustico si diffuse in tutto il laboratorio.
Un antifurto infernale.
-Comandante, proceda-ingiunse Naikill.
L’agente Bahal si avvicinò al touch-screen.
Immagini di torture medievali, pagine del Lemegeton, pentacoli e formule cabalistiche si alternavano rapidamente sullo schermo che aspettava solo di avvertire il tocco umano per ridare vita alla Morte in persona.
Il comandante esitò di fronte a quelle immagini, poi chiuse gli occhi e appoggiò la mano sullo schermo.
Si allontanò.
L’assordante segnale cessò.
Trascorsero alcuni secondi durante i quali i tiratori scelti si irrigidirono nelle loro posizioni.
Alcuni colpi provenienti dal suo interno fecero vibrare la bara e risuonarono nella stanza.
A Naikill sembrò di scorgere la sagoma di una mano delinearsi sulla superficie del feretro.
Chi poteva avere una forza fisica tale da deformare quella struttura?
Seguirono altri rumori, come se un corpo si agitasse in preda alle convulsioni.
Il touchscreen scomparve, come assorbito dal pavimento, e Caleb colpì con entrambe le mani la copertura della crio-bara scagliandola in aria in mezzo agli agenti, che compirono un passo indietro continuando a tenere le armi puntate.
Le braccia nerborute di Caleb si appoggiarono ai bordi della bara aiutandolo a sollevarsi e mostrarsi in tutta la sua statura.
Era alto almeno due metri, con in evidenza fasci muscolari che percorrevano un corpo statuario e spaventoso al tempo stesso.
I lunghi capelli corvini ricadevano sul collo taurino incorniciando un volto dai lineamenti regolari, la bocca carnosa, l’espressione tesa e aggressiva, sottolineata da zigomi marcati e occhi neri e furenti.
Naikill si fece spazio fra gli agenti, mentre Caleb, fissandoli, si avvicinava a loro per nulla intimorito.
-Mi chiamo Leviathan Naikill, ho impartito io l’ordine di risvegliarti. E’ tempo che la Legione ritorni-
-Lo decideremo a tempo debito, umano. Io sono Caleb, della stirpe dei Cainiti. E sono restato per distruggere-
-L’umanita’ sarà nostra-
-Sei davvero pronto, uomo dal nome demoniaco? Conosci il baratro che attende la tua specie?-
Con un movimento repentino della mano sinistra afferrò la mandibola dell’agente Bahal, in piedi dietro a Naikill, e gliela strappò di netto: un uomo barcollante con metà faccia dalla quale schizzi di sangue gocciolavano lontani dopo aver rimbalzato sulla lingua penzolante.
Caleb scagliò la mandibola sulla testa degli agenti, atterriti.
Uno di loro aprì il fuoco sparando al petto di Caleb un paio di colpi di pistola, durante un picco di adrenalina.
I proiettili si infissero nella cute di Caleb, che con le dita li estrasse, ricoperti da un liquido simile a sangue coagulato.
Si avventò contro l’agente e gli conficcò i proiettili negli occhi.
L’uomo urlò per il dolore e si portò le mani al volto lasciando cadere la pistola.
Caleb la raccolse prontamente e prima che gli altri agenti potessero reagire, sparò a tutti mirando al cavo giugulare; gemiti asfittici di uomini che assaporavano l’agonia circondarono Caleb e Naikill, eccitato dalla visione della strage.
Il vampiro l’osservò e comprese quanto orrore nascondeva quell’uomo dietro l’aspetto elegante e rassicurante.
Avvertiva il piacere partorito dalla violenza.
-Anche tu sei un demone. Ho bisogno di alcuni giorni per rigenerarmi completamente. In seguito dovrò capire chi sei veramente-
Naikill era estasiato alla vista di quel corpo nudo, sporco di sangue, che si ergeva in mezzo a quei cadaveri.
Quanta bellezza distorta nella morte, quanto sollievo nella crudeltà.
-Seguimi Caleb, ti parlerò di Indhastria. E di quello che diventerà-