Dark attende con Harry il ritorno del suo coinquilino: Sebastian, l’antagonista di Caleb.
-È quasi l’alba. Verso quest’ora ritorna a casa-
-Lavora di notte?-
-Sopravvive di notte-
-Nettezza urbana?-
-Credo che non scelga le sue vittime casualmente. In certi casi forse si tratta di vera pulizia. Nessuno piangerà un inutile idiota in meno, sostituibile con la persona immediatamente accanto. Cloni, cloni, cloni. Non sono nient’altro che cloni-
-Vittime? Che cosa intendi per vittime?-
-Intendo dire che se davvero vuoi capire perché so che la fine di tutto è prossima, allora devi imparare a guardare attraverso i miei occhi. Ed i suoi. Sono sicuro che tu sia in grado di venire a conoscenza di certe verità senza farti travolgere dal panico. Eccolo!-
I suoni emessi dai tasti premuti per immettere il codice di ingresso risuonarono debolmente al di là della porta, mentre Dark ed Harry attendevano seduti davanti ai computer, sui cui monitor scorrevano immagini di guerre, esplosioni nucleari, missili ridotti a luci verdi nei filmati della BBC, corpi ustionati, fosse comuni con decine di cadaveri mutilati.
Sebastian indossava un’elegante giacca nera ed una camicia di seta bianca, aperta sul petto, su cui ricadeva una cravatta il cui nodo era stato allentato.
L’ampio colletto era intriso di sangue fresco e le labbra del vampiro apparivano carnose e sensuali.
-Ben tornato, amico mio. Vorrei presentarti una persona che desidero entri a far parte della mia vita-
-Incredibile. Deve essere davvero una persona straordinaria vista la tua patologica misantropia-
-Harry, lui è il mio unico vero amico. Sebastian-
Harry, paralizzato dalla vista del sangue e dall’intensità inquietante dello sguardo di Sebastian, non riusciva a muoversi.
Chi era?
Come poteva Dark parlare di vittime e conversare amabilmente con una persona che aveva evidentemente ferito od ucciso qualcuno?
Quegli occhi magnetici, la bocca tumida, il volto a cui era impossibile attribuire con certezza un’età, il sangue all’altezza del collo.
-Sembri intimorito. Non aver paura, sei più al sicuro con noi che là fuori. È a causa del sangue? Comprenderai tutto a tempo debito, non sarà facile da accettare, ma so che ci riuscirai. Ti prego, stringi la mano a Sebastian-
Sebastian protese la mano destra in segno di amicizia per dimostrarsi affabile con Harry, conscio che Dark stava seriamente mettendo a repentaglio la loro sicurezza.
Era pronto ad uccidere.
Harry guardò Dark e decise di fidarsi.
Strinse la mano a Sebastian che gli sorrise e: -Benvenuto, Harry. Credimi, Dark è più pericoloso di me-
-Ascolta Sebastian, vorrei che Harry sapesse tutto di me e di te. So che capirà-
-Ti fidi già così tanto di questo ragazzo? Non mi espongo ad inutili rischi-
-Voglio che lui condivida quanto più possibile della mia vita, dei miei pensieri, se davvero dovrà affrontare insieme a me quello che avverrà in un futuro prossimo. Deve sapere. E allora saprò che ho incontrato il ragazzo che da anni confidavo di scegliere come compagno-
-In definitiva è un test. E non ti importa che tu stia esponendo Harry a conseguenze mortali?-
-Comunque moriremo, no?-
-Se esisto è per evitare che ciò accada-
-Non credi neanche tu alle tue parole-
-E allora perché hai risvegliato me e non Caleb?-
-Non lo so. Forse per paura-
-Paura delle conseguenze del tuo gesto? La distruzione dell’umanità? Mi stupisco ancora adesso di essere accanto a te al posto di Caleb. Sono sicuro che l’idea ti abbia eccitato. Credo piuttosto che il tuo sia stato un gesto di speranza-
-Non farmi ridere. Persino tu rifiuti di guardarmi dentro. Probabilmente faresti bene a ricominciare. Tu non mi conosci ancora a fondo, Sebastian-
-In te c’è amore, Dark-
-È una parola così abusata da essere diventata ormai priva di significato. Io vorrei solo che mi aiutassi a illustrare ad Harry la situazione in cui siamo intrappolati-
Sebastian, sardonico: -Harry, ovviamente tu credi ai vampiri e ai racconti sull’apocalisse?-