-Definisca il punto di scomparsa-
-Tu- grida -definiscilo tu!-
-Noi ci siamo già stati- gli dico -l’abbiamo già visto-
-Noi…chi?- domanda con voce strozzata
-La legione-
“I segreti dell’estate” – B.E.Ellis (compreso in “Acqua dal sole” - Ed.Bompiani)
Avevo intenzione di scrivere pochi testi, vomitati di getto durante i miei alienanti viaggi in treno.
Non avevo ancora compreso che la mia mente, stimolata da un poster in cui immergo gli occhi ogni volta che il mio sistema limbico frigge per l’overload d’informazioni, mi aveva fornito l’occasione per esprimere flash visivi e riflessioni che si agitano da tempo tra i miei malconci e tormentati neuroni.
Nel poster un gigantesco tornado si affaccia all’orizzonte della Monument Valley ed una lunga strada sembra condurtici dentro.
Era necessario che ci fosse: simboleggia la distruzione totale e ne fissa, sospendendola nel tempo, l’inizio.
Non è un racconto di fantascienza, non è un racconto horror, seppur deliberatamente eccessivo e splatter, c’e’ poca azione e la trama è solo un pretesto, volutamente delirante e grottesco, per trarre conclusioni sulla specie umana e sulla sua implosione futura (l’involuzione è già in atto).
Ho spazzato via interi paragrafi, non ho insistito su inutili dettagli d’ambiente, ho preferito lasciare i personaggi sospesi in una dimensione spazio-temporale indefinita.
Ambientare “Dark Mavis” nel 2050 è stato un modo ironico per evidenziare che l’evoluzione non è un concetto temporale, ma culturale, e che tra 50 anni molte cose non saranno cambiate affatto.
Ecco perché non ho voluto sottolineare neanche l’evoluzione tecnologica: riguarda le macchine, non la nostra umanità.
Qualcuno penserà che sono impazzito, distratto dai particolari cruenti di alcuni capitoli o dal fatto che i protagonisti sono tutti omosessuali; a qualcuno sorgeranno irriferibili dubbi.
Un mio amico sostiene che la gente dovrebbe capire che il sottoscritto <oltre ad emanare zolfo ogni tanto sorride> e questo racconto è proprio una risata allo zolfo.
Ho voluto rischiare il ridicolo per liberare tutta la mia rabbia repressa, ma spero che a tutti certe parole comunichino sensazioni forti, seppur differenti per ognuno: imbarazzo, disgusto, idee, divertimento.
Anche se sono approdato, come Dark Mavis, ad un punto tale di esasperazione, per la delusione che nutro per la razza umana, che vivo come se non esistessero persone intorno a me.
Sono già nel 2050 quando quel tornado arriverà davvero.
Voglio vivere e respirare, non voglio più far parte della razza umana.
Io non sono più qui con voi, non ci voglio più stare.
Mi accendo una sigaretta, sorrido digrignando i denti, immerso nell’oscurità, e mi dissolvo insieme al fumo nel mio buio interiore.
Sto meglio in mezzo ai miei demoni personali che insieme a tutti quei mostri senza volto.
Gli umani.